Introduzione a Søren Kierkegaard, I primi rudimenti a “Enten – Eller”. il libro verde. alcuni dettagli non utilizzati

DOI : 10.54563/revue-k.1663

Texte

Sto scrivendo sulla vita e sulla morte…

Søren Kierkegaard



Il cosiddetto libro verde kierkegaardiano, che qui presentiamo per la prima volta in italiano, non è in realtà un libro, quanto piuttosto un fascicoletto di pagine unite tra loro sotto il titolo così stabilito dall’autore sul primo foglio, a mo’ di frontespizio. E non è nemmeno verde, quanto piuttosto un alternarsi di carta giallastra e velina giallina. Un accenno frettoloso ad esso è contenuto nel commento testuale a Enten – Eller12, che lo indica tra i vari materiali consultabili a corollario dell’opera. È stato ritrovato in una busta da lettere nello “spazio più in alto del piedistallo” alla morte di Kierkegaard nel novembre 1855. Gli originali oggi si trovano nell’Archivio Kierkegaard (KA) presso la Biblioteca Reale di Copenaghen.

L’iscrizione sulla prima pagina (Papir 271), alla quale seguono i documenti 272-276, indica che i vari brani furono ordinati da Kierkegaard qualche tempo dopo la pubblicazione di Enten – Eller (1843). Quale dei manoscritti egli chiami alcuni dettagli che non furono utilizzati (proprio così, con la minuscola) e quale invece I primi rudimenti a ‘Enten – Eller’ (proprio così, con la maiuscola) non può, tuttavia, essere determinato con certezza, poiché nessuno dei testi presentati si trova effettivamente in Enten – Eller, e poiché tutti i testi possono essere in qualche modo classificati come Rudimenti. I documenti 272-274, tuttavia, sembrano appartenere a una fase precedente nello sviluppo dell’opera rispetto ai documenti 275-276 e sono quindi considerati qui come I primi rudimenti a ‘Enten – Eller’.

I brani non sono datati, ma sembrano risalire al periodo immediatamente precedente la partenza di Kierkegaard per Berlino, avvenuta il 25 ottobre 1841. Egli menziona in diverse lettere all’amico Emil Boesen un’opera che ha iniziato a scrivere di recente; il 14 dicembre 1841 si legge: “Sto scrivendo sulla vita e sulla morte. Ho già scritto 14 fogli stampati. Così facendo ho completato una parte di una dissertazione che volente deo vorrei presentarti un giorno”, e il 1° gennaio 1842 sembra riferirsi di nuovo ad essa quando scrive: “Mi chiedi a che cosa sto lavorando [...] si tratta dell’ulteriore sviluppo di Enten – Eller3”.

I critici danesi indicano la data come antecedente alla partenza per Berlino poiché Kierkegaard in uno dei suoi quaderni del soggiorno berlinese fa riferimento alla Lettera dalla sedotta (proprio così, in grassetto), cioè al documento 276:3, con le parole “Il biglietto deve trovarsi tra le mie carte. L’avevo preparato prima della mia partenza”4.

Dunque un’idea lucida e illuminata alla base di questo breve “libro verde” c’era eccome, ed era quella di riprendere questi preziosi primi rudimenti a Enten – Eller’, abbozzati ma non utilizzati in prima battuta, per proseguire il testo e chissà, magari complicarlo ulteriormente. Il contenuto dei brani è difatti vario e variopinto: da un indimenticabile ma non meglio precisato “giudizio più severo” (Pap. 272:1) a uno schizzo piuttosto interessante (Pap. 272:2), nel quale “la ragazza”, sicuramente sedotta e abbandonata, contrapposta alle signorine ad ore che ne rifiutano il desiderio, rischia di perdere tutto, e cioè sé stessa, laddove paradossalmente le prostitute guadagnerebbero con ciò una parvenza di verità (et Skin af Sandhed).

Seguono poi diversi abbozzi delle figure più strampalate: lo scettico (Pap. 273), l’addetto municipale alla pulizia delle strade (Pap. 274:1), che addirittura scrive un diario su ciò che vede tra le piazze di Copenaghen, l’accenno ad un topo che divenne misantropo (Pap. 274:2). Ma sono i documenti 275 e 276 a presupporre fortemente Enten – Eller, in quanto ne contengono già, a loro volta, i rudimenti.

Così, dalle pagine di questo piccolo fascicoletto – che non è propriamente un libro, ma uno scrigno di frammenti e intenzioni mai del tutto completate – emerge la voce autentica di Kierkegaard: irriducibile alle forme, ma capace di illuminare con brevi lampi ciò che sfugge alla vivida chiarezza e si affaccia nell’intervallo tra la vita e il pensiero.

Questi “rudimenti” non promettono verità definitive né risposte consolatorie; offrono piuttosto la vertigine di uno sguardo che si interroga e si disperde, in cerca di autenticità anche nelle pieghe più umili dell’esistenza. Nel consegnare al lettore italiano questo brevissimo scritto inedito, l’auspicio è che ognuno possa trovare tra le sue pagine non tanto un percorso già tracciato, quanto il coraggio di ascoltare quella domanda silenziosa che si rinnova ogni volta che si sceglie davvero di scrivere e pensare.

Notes

1 Le citazioni dalle opere di Kierkegaard sono tratte da Søren Kierkegaards Skrifter, a cura di N.J. Cappelørn, J. Garff et alii, Gads Forlag, Copenaghen, 1997-2013, in breve indicate come SKS, seguito dal numero del volume e numero di pagina. I passi sono di norma citati nella traduzione dell’autrice di questo saggio, laddove non altrimenti specificato. Per quanto riguarda questo scritto, cfr. SKS 27, pp. 261-265. Retour au texte

2 SKS K 2-3, p. 29. Qui con l’iniziale K si intende il tomo aggiuntivo di annotazioni e commenti [Kommentarer] relativo ai volumi 2-3 di SKS, ovvero i due libri che compongono Enten – Eller. Retour au texte

3 SKS 28, pp. 149-153. Retour au texte

4 SKS K 2-3, p. 46. Retour au texte

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Référence électronique

Giulia Longo, « Introduzione a Søren Kierkegaard, I primi rudimenti a “Enten – Eller”. il libro verde. alcuni dettagli non utilizzati », K [En ligne], 15 | 2025, mis en ligne le 18 janvier 2026, consulté le 19 février 2026. URL : http://www.peren-revues.fr/revue-k/1663

Auteur

Giulia Longo

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