I primi rudimenti a Enten – Eller. il libro verde. alcuni dettagli non utilizzati

DOI : 10.54563/revue-k.1705

Texte



Papir 2711 (1841): SKS 27, p. 261


Papir 272:1 (1841)


e anche l’esser stati una sola volta oggetto di un giudizio più severo, anche se si era migliorati, è pur sempre qualcosa che non si lascia dimenticare.


Papir 272:2 (1841)


L’unica cosa da temere è che le prostitute rifiutino il desiderio di lei, perché allora tutto è perduto, loro hanno guadagnato una parvenza di verità e la ragazza ha perso tutto.


Papir 273 (1841)


Lo scettico


Così come il seduttore dovrebbe dare un’immagine riflessa dello sforzo incompleto che si sarebbe realizzato in relazione alla “donna”, così lo scettico [dovrebbe darla] in relazione all’uomo come un tentativo di strappargli tutto.


Papir 274:1 (1841)


Fogli dal diario di un addetto municipale alla pulizia delle strade


Era il 1° aprile 1830 quando fui assegnato alla zona della Borsa.


a) Considerazione di un piatto rustico su uno dei moli. L’immenso orizzonte, Natura morta in contrasto

b) Idillio di un finlandese2.


Vecchia piazza di Kultorvet.


Halmtorvet –


La storia di una grondaia


Inondazione.


L’editore non ha potuto fare a meno di inserire alcune osservazioni.


È domenica pomeriggio – Tutto è così silenzioso – un uomo grida con i gamberetti –

un uomo con quelli giganti – il luogo remoto dove crescono –

una donna che vende arance – Messaggio di primavera –

una piccola storia d’amore nel distretto –


Papir 274:2 (1841)


Storia del topo che divenne misantropo


Papir 275:1 (1841)


Enten – Eller


Così mi perdo in lontananza.

Sopra il mio berretto, solo le stelle3.


Un frammento


“Così come te l’ho già detto e ridetto più volte, così te lo scrivo – enten – eller, e un aut4 non basta, perché un punto di vista non può essere collegato all'altro come un parallelo, ma è esclusivamente aut – aut5. Che tu ti arrabbi e rompa con me come hai rotto con tanti altri – o che tu la accetti con benevolenza, in ogni caso insisto: enten – eller – ” –


Papir 275:2 (1841)


Tutto è silenzioso – Il suonatore di corno a Nørreport irradia la sua benedizione sulla terra, echeggia lontano6 – – Tutto dorme – solo l’Amore è sveglio o al letto di un malato – o in attesa solitaria o sognando felicemente da sveglio – La gente pensa che l’Amore dorma di notte – al contrario è sveglio come altri fantasmi solo nell’ora della notte – è diventato un fantasma – una luce mi chiama. Sente il segnale – il richiamo del cacciatore – è anche il mio richiamo – Questo richiamo sembra chiamare la gente in città, no, è una benedizione che porto con me – La luce si muove – Lei la mette nell’altra stanza così da poter guardare indisturbata nell’oscurità – Sono le dodici meno tre quarti – è ancora giorno. Presto sarà notte –


Papir 276:1 (1841)


⌊Il Seduttore –⌋

⌊o così giovani da sospettare solo l’amore –⌋

⌊o un infelice tentativo di erotismo prosaico –⌋

e cosa sono tutti i segreti diplomatici del mondo, rispetto al segreto di una ragazzina.


Il Seduttore e la Sedotta


Non ci si aspetta di vedere qui un elenco di ragazze sedotte la cui perdita dell’onore escludeva dalla società maschile; al contrario, non si verificò in loro alcun cambiamento visibile agli occhi di coloro che le circondavano; solo lui e lei lo sapevano, le aveva ingannate, sapeva che gli avrebbero sacrificato tutto e di questo era soddisfatto: o erano così giovani che sospettavano o da sveglie sognavano solo l’amore, oppure lasciavano che un semplice corteggiatore si frapponesse tra loro. Una volta che questo ebbe dato loro il gusto dell’amore, lui le seguì, ma non parlò d’amore; al contrario, fece di tutto per neutralizzarlo, sviluppò per loro il lato intellettuale, così che diventassero persino capaci di percepire l’amore ironicamente. Durante tutto questo, mantenne un alto grado di superiorità spirituale. Era come se non avesse alcuna ricettività della sensualità, finché all’improvviso una sola parola, uno sguardo, come una pugnalata, fece sì che arrossissero, ora era il loro complice – sentivano la sua superiorità e non avevano nessuno a cui rivolgersi se non lui – ogni sorta di mistificazione –


Alla fine, anche lui si innamorò come Narciso.


Papir 276:2 (1841)


E che io ami qualcuno, è un segreto che osa essere tradito solo nel silenzio della notte, mai va più ripetuto alla stessa persona e guai a chi mi costrinse a confessarlo. Questo momento è il culmine della brillantezza e come potrebbe essere ripetuto senza sembrare una parodia urlata?


Papir 276:3 (1841)


Lettera dalla Sedotta


– A volte era così spirituale che sentivo la mia esistenza femminile annientata proprio davanti a lui, a volte così sensuale che tremavo davanti a lui, e quando poi si abbandonava e lo abbracciavo, lo tenevo tra le braccia, poi se ne andava, abbracciavo la nuvola7, per ricordare una sua espressione, non che non conoscessi questa espressione prima che lui mi insegnasse a conoscerla, ma lui mi ha catturato, mi ha posseduto, così che tutto il mio pensiero pensa con lui – Io ho sempre amato la musica, era uno strumento ineguagliabile, morbido ed elastico, lo si poteva suonare sempre, aveva una portata che nessuno strumento ha mai avuto, era l’epitome di tutti i sentimenti e gli stati d’animo, nessun pensiero era troppo elevato per lui, nessuna illusione troppo disperata, poteva ruggire come una tempesta autunnale, sussurrare in modo inudibile – non una delle mie parole era senza effetto, ma con ciò non posso dire che la mia parola non abbia fallito nel suo effetto, perché quale effetto avrebbe avuto era impossibile da sapere, con una indescrivibile ma misteriosa beata innominabile angoscia ascoltavo quella musica, che io stessa evocavo e tuttavia non evocavo, c’era sempre armonia, lui mi portava sempre via


Papir 276:4 (1841)


Ma il matrimonio è impossibile senza intimità

Notes

1 La numerazione dei Papirer segue quella più completa, per anni ritenuta “canonica” dei diari e delle carte di Kierkegaard antecedente alla pubblicazione degli SKS. Riportiamo il numero di riferimento dei Papirer poiché gli stessi curatori degli SKS vi si sono sempre attenuti per raffrontare i vari passi tra loro, onde non perdersi nella selva oscura delle carte sparse kierkegaardiane. Il numero di progressione ulteriore dopo i due punti sottintende una successione di passi all’interno di uno stesso raggruppamento di Papirer. L’intero scritto qui tradotto occupa cinque pagine nell’edizione degli SKS, vol. 27, da pagina 261 a pagina 265. Nella numerazione “archivistica” dei Papirer ogni passo era archiviato come un “Papir” a sé, sicché i vari passi qui tradotti vanno dal Papir 271 al 276:4 (cioè quarto appunto all’interno del gruppo di documenti numerato come 276). Retour au texte

2 Cfr. l’annotazione del novembre 1841 a Berlino, dove SK scrive: “In questo momento un uomo è in piedi per strada e suona una lira e canta – è strano, sono le cose casuali e insignificanti della vita che assumono significato. Penso ai mozzi, ai finlandesi che giocavano al chiaro di luna a bordo della nave – un finlandese, che [che] altrimenti si sarebbe preso cura di lui”. SKS 19, p. 231 (nota dei critici danesi). Retour au texte

3 Citazione libera della figura di Freisinn nella famosa opera goethiana Divano occidentale-orientale, da Kierkegaard consultata nella seguente edizione: J. W. Von Goethe, Vollständige Ausgabe letzter Hand, vol. 1-60, Stoccarda e Tubinga, 1827-42 (ktl. 1641-1668, voll. 1-55, 1828-33); vol. 5, 1827, pag. 7: “Und ich reite froh in alle Ferne,/Ueber meiner Mütze nur die Sterne”. Retour au texte

4 In latino nel testo. Retour au texte

5 In latino nel testo. Retour au texte

6 Nota di SK: “lui entra nel cancello e i suoi toni echeggiano ancora più lontano di quando era fuori dal cancello. – loro mettono in moto gli spiriti silenziosi della notte e una generazione lo ripete all’altra –” Retour au texte

7 Si riferisce alla leggenda della mitologia greca di Issione (re dei Lapiti, un popolo delle montagne della Tessaglia), che fu invitato alla mensa degli dei, ma si eccitò così tanto da voler assalire la regina dea Era e violentarla sessualmente. Ciò fu impedito dal marito Zeus creando una nuvola che le somigliava, così Issione la abbracciò, dando alla luce i centauri. Zeus punì Issione facendolo legare a una ruota che girava incessantemente. Retour au texte

Citer cet article

Référence électronique

Søren Kierkegaard, « I primi rudimenti a Enten – Eller. il libro verde. alcuni dettagli non utilizzati », K [En ligne], 15 | 2025, mis en ligne le 18 janvier 2026, consulté le 19 février 2026. URL : http://www.peren-revues.fr/revue-k/1705

Auteur

Søren Kierkegaard

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Traducteur

Giulia Longo

Droits d'auteur

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